Il carrello elevatore (colloquialmente chiamato anche muletto) è un mezzo operativo dotato di ruote e azionato da motori elettrici, diesel e a gas, che viene usato per il sollevamento e la movimentazione di merci all'interno dei depositi di logistica o per il carico e scarico di merci dai mezzi di trasporto.
La Storia ...
La nascita del carrello elevatore viene
fatta risalire agli anni '20 grazie
all'inventore statunitense Eugene Clark e il
nome del marchio ad esso collegato è stato
in varie parti del mondo e per lungo tempo
un sinonimo di questo mezzo d'opera. La sua
diffusione è stata naturalmente collegata
direttamente alla diffusione dell'uso del
pallet avvenuto alla fine della seconda
guerra mondiale. Altrettanto notevoli sono
state le evoluzioni nel corso degli anni con
l'applicazione delle più moderne tecnologie,
sia nel campo delle prestazioni, sia in
quello del comfort e dell'ergonomia per i
conducenti, sia nel campo della sicurezza.
Sono ad esempio di epoca recente l'applicazione di una cabina di protezione per l'abitacolo del conducente, così come l'abolizione del cambio manuale a favore della trasmissione automatica, l'utilizzazione del servosterzo e le applicazioni dell'elettronica in grado di sovrintendere alle operazioni principali.
Al giorno d'oggi sono attive molte aziende costruttrici di questo tipo di mezzo. Molte sono realtà operanti in ambito locale, mentre sul mercato mondiale il massimo costruttore è la nipponica Toyota. In ambito italiano vanno citati i tre marchi storici Fiat-OM, Cesab e Lugli, mentre oggi sono piuttosto diffusi anche altri carrelli elevatori di fabbricazione europea, come quella tedesca di società come Still, Linde (ora raccolte assieme ad OM all'interno del Gruppo KION di recente creazione) e Jungheinrich, o come quella svedese di società come BT (ora di proprietà Toyota) e Atlet (recentemente acquisita da Nissan). Anche Mitsubishi e Caterpillar figurano tra i primi cinque costruttori mondiali.
Nella foto un modello costruito verso la fine degli anni '40: si noti che, allora, la sicurezza dei lavoratori non era al primo piano! Infatti non è presente la gabbia di protezione con il forte rischio di incidenti ... causa materiale cadente dall'alto!
Descrizione generale della versione base
Nella sua versione base, che può essere a 3 o 4 ruote a seconda dell'utilizzo (3 ruote per le manovre in spazi ristretti, 4 ruote per gli utilizzi più gravosi), è dotato di due bracci anteriori paralleli in metallo (le cosiddette "forche") che gli consente la presa e la movimentazione dei pallet favorendo così un veloce e sicuro movimento di grosse quantità di merci. In commercio ne esistono innumerevoli tipi, differenziati tra loro sia per il tipo di motorizzazione, sia per la capacità di sollevamento in termini di peso ed altezza.
Le tipologie ...
Riportiamo la classificazione tradizionale delle tipologie di carrelli elevatori:
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Carrello elevatore a forche ricoprenti
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Carrello elevatore controbilanciato
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Carrello retrattile
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Carrello commissionatore
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Carrello trilaterale
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Carrello combinato
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Carrello laterale
Può oltremodo essere dotato di capacità specifiche, come quella di traslazione laterale del carico o quella di brandeggio, avere in alternativa alle normali "forche" delle attrezzature specifiche per la movimentazione di particolari unità di carico, quali rotoli e/o bobine (lamine di metallo, carta, tessuti, ecc.) o le merci liquide in fusti o gli elettrodomestici o quant'altro.
Altre versioni specifiche di larga diffusione sono quelle che consentono l'elevazione di interi container anche di peso e mole considerevole. Spesso vengono inseriti in questa generica categoria anche i transpallet, attrezzature di ingombro molto minore, con funzionamento parziale manuale e sprovviste di cabina di guida.
Configurazione del Carrello Elevatore controbilanciato
Il propulsore del veicolo, indipendentemente dall'alimentazione e dal tipo è sempre posto sul retro del mezzo, così come l'eventuale batteria, riuscendo in questo modo a bilanciare lo spostamento del baricentro verso l'avantreno causato dal carico sollevato. Nel caso di motori elettrici gran parte del contrappeso necessario viene fornito appunto dall'accumulatore, in altri casi si provvede all'installazione di opportuno carico sul retro del veicolo.
Gli pneumatici, soprattutto negli usi in luoghi chiusi e con terreni perfettamente pianeggianti, sono spesso pieni e sprovvisti di camera d'aria, sia per motivi di consumo più lento, sia per evitare pericoli nel caso di improvvisi scoppi o di eccessiva compressione con i carichi non perfettamente bilanciati.
Nella sua conformazione tipo il conducente è protetto da una telaio metallico a protezione da carichi eventualmente in caduta dall'alto e dai pericoli causati da un eventuale ribaltamento del mezzo. Per gli usi all'esterno l'abitacolo è spesso chiuso con cristalli per proteggere l'operatore dagli agenti atmosferici. Per ragioni di sicurezza sono solitamente montati sul tetto indicatori lampeggianti di colore arancione, nonché avvisatori acustici che segnalano l'inserimento della retromarcia del mezzo.
I carrelli moderni sono provvisti di variazione automatica della velocità, di conseguenza il movimento viene comandato in assenza del pedale della frizione. Il conducente ha a disposizione solamente i pedali dell'acceleratore ed eventualmente quello del freno, quando non è anche quest'ultimo automatico.
Di fronte a se il manovratore ha una serie di leve che comandano il sollevamento, sempre presente, e le altre eventuali funzioni idrauliche opzionali quali lo spostamento del carico lateralmente (traslazione) o longitudinalmente (brandeggio) e l'allargamento/stringimento delle forche.
Naturalmente nella cabina di guida è presente anche un classico volante che comanda lo sterzo, sempre sulle ruote posteriori mentre quelle anteriori sono fisse, in pratica al contrario di quasi tutti gli altri mezzi di trasporto. Alcune imprese hanno preferito, sui carrelli a tre ruote, posizionare la trazione sulla ruota posteriore (ad esempio Jungheinrich), mentre i più tradizionalisti hanno preferito mantenere i due motori di trazione sulle ruote anteriori (Linde).
Nella parte anteriore del mezzo vi è il cosiddetto montante, che ne consente l'operatività e che consiste in una struttura telescopica composta da uno o più colonne inserite una nell'altra ed azionate da martinetti idraulici. I montanti possono essere Simplex, Duplex, Triplex od addirittura Quadruplex, a seconda del numero di colonne che compongono la struttura telescopica. I montanti triplex e quadruplex sono definiti GAL, ossia a Grande Alzata Libera, in quanto permette di raggiungere altezze considerevoli nonostante con le forche a terra il montante rimanga molto basso. La visibilità è inoltre eccellente su questo tipo di montanti, in quanto il pistone centrale di sollevamento sale insieme alla prima slitta permettendo così all'operatore di avere una migliore visibilità.
Le caratteristiche di un montante si possono riassumere con 4 dimensioni:
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Ingombro minimo ... altezza del montante con forche a terra
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Alzata libera ... corsa di sollevamento lungo la quale l'ingombro minimo non cambia
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Altezza di sollevamento ... altezza delle forche con montante sollevato al massimo
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Ingombro massimo ... altezza del montante con forche sollevate al massimo.
La trazione elettrica ...
Negli ultimi dieci anni si è assistito al progressivo decadimento dei carrelli a corrente continua (dC), in quanto le polveri create dal consumo delle spazzole, che periodicamente dovevano essere sostituite, tendevano ad intaccare le parti interne del motore. Vengono progressivamente sostituiti dall'apparizione dei motori a corrente alternata (aC), che grazie all'inversione della polarità del rotore rendono le spazzole un elemento inutile.